Benvenuti nel sito della Biblioteca Popolare "Salvatore Barra" di Partinico


Sito della Biblioteca Popolare "Salvatore Barra"
Sede: Circolo "Peppino Impastato" del PRC, via Venezia (ex Arena Lo Baido) - Partinico
Indirizzo e-mail: bibliotecasalvatorebarra@hotmail.it

lunedì 15 giugno 2015

Recensione del Lunedì : Il Dottor Zivago di B. Pasternàk

 Il protagonista si chiama Jurij Andrèevič Živàgo, un medico che, dopo aver combattuto nella prima guerra mondiale, rientra a Mosca per salvare i familiari dalla rivoluzione russa. Il protagonista si rifugia con moglie e figlio in un paesino sperduto sui Monti Urali. Qui rincontra Lara, una crocerossina impiegata nel suo reparto ospedaliero: tra i due nasce un amore interrotto dalla cattura del dottore da parte dei partigiani. Dopo essere sfuggito a loro, Živago torna al paese dove ritrova Lara e viene a sapere che moglie e figlio sono tornati a Mosca ed in seguito si sono trasferiti a Parigi. Prova con Lara a ritagliarsi un po' di normalità nei disagi dell'epoca ma sono costretti a separarsi. Il dottore torna a Mosca dove passa gli ultimi anni di vita con Marina, con la quale avrà due figli.
Fonte: http://www.qlibri.it/narrativa-straniera/romanzi/il-dottor-zivago/

lunedì 8 giugno 2015

Recensione del Lunedì: Chocolat



Recensione, trama di Chocolat di Joanne Harris

Vianne Rocher arriva al tranquillo villaggio di Lansquenet accompagnata dalla figlia Anouk; in breve tempo, Vianne apre un negozio di dolciumi, La celeste praline, che ben presto attira le attenzioni degli abitanti del paesino. I clienti che lo frequentano sono i più disparati e per ognuno Vianne sa trovare il dolce preferito. L'apertura del negozio, però, attira su Vianne le antipatie del sacerdote che fa di tutto per importunarla nella gestione del suo negozio.

Lavoretti di riciclo

Ecco a Voi il capolavoro realizzato dai nostri bimbi del laboratorio "Ricicliamo Insieme" 
 I Girasoli di     giornale!

venerdì 5 giugno 2015

A Partinico la presentazione del romanzo "Guasta semenza" di Vincenzo Pirrotta

È stato presentato oggi, presso l’Auditorium M.G. Alotta del Liceo Scientifico Santi Savarino, il romanzo d’esordio dell’attore e regista partinicese Vincenzo Pirrotta. “Guasta semenza”, questo il titolo del libro edito da Mesogea, racconta del tormentato viaggio di un carrettiere in una Sicilia gotica e misteriosa che assomiglia sempre più, man mano che scorrono le pagine, al regno degli inferi. A discutere del libro, oltre all’autore, erano presenti il dirigente scolastico Chiara Gibilaro, la professoressa Angela La Mattina e l’attore palermitano Luigi Lo Cascio. Proprio con quest’ultimo, Vincenzo Pirrotta ha dato vita a un’intensissima lettura di uno dei passaggi chiave del romanzo, che ha strappato più di un applauso al pubblico in sala. A seguire l’esibizione di due giovanissimi attori partinicesi, Gabriele Clemente e Sonia Fleres, che hanno recitato alcuni dialoghi estratti dal romanzo.



giovedì 4 giugno 2015

Cineforum con Virzì

Inizia il nostro nuovo CINEFORUM! 
Vi aspettiamo per ridere e riflettere sui capolavori di uno dei migliori attuali registi italiani che, nel corso degli anni, si fa sempre più spazio all'interno del cinema internazionale. 
Virzì riesce a trattare varie tematiche, più o meno drammatiche, senza mai essere scontato, retorico o banale. 
Per queste sue virtù, la Biblioteca Popolare Salvatore Barra, è lieta di presentare al suo pubblico i film più significativi diretti da Virzì che dal '94 ad oggi non ha mai smesso di regalare sorrisi e allo stesso tempo commozione ai "cinefili" italiani e non. 

lunedì 1 giugno 2015

Recensione del libro "Vindemiatrix" di Claudia Randisi

Vindemiatrix è la stella più luminosa della costellazione della Vergine, la stella che per i latini segnava l’inizio della vendemmia. È sotto l’influsso benevolo di questa stella che avviene l’esordio letterario di Claudia Randisi, con un libro che è insieme romanzo di formazione e di rinascita, una sorta di (ri)educazione sentimentale di due diverse generazioni. Dietro la ricerca avventurosa dell’affascinante stella che dà il titolo al romanzo, cui Francesco dedica gran parte delle sue energie, si cela una ricerca ben più grande e intima. È la ricerca solitaria e pericolosa di sé stessi, che deve inevitabilmente passare attraverso l’affermazione e la realizzazione del proprio io. Francesco e Sara, Teresa e Stefano sono due coppie che hanno bisogno di mettersi alla prova: se nel primo caso sono i ritmi frenetici del lavoro a minare un amore appena sbocciato, nel secondo è la noia della routine a togliere poesia ad un rapporto cementato dal passare degli anni. Come si suol dire, bisogna perdersi per poi ritrovarsi. Così la ricerca di sé stessi diviene un passaggio doloroso e imprescindibile per ritrovare l’altro. A scrutare ed orientare le vicende dei personaggi è proprio la stella Vindemiatrix, che spesso, nella movida palermitana, veste i panni discreti di una cameriera dallo sguardo particolarmente acuto. Con mano sicura e stile brioso la giovane scrittrice insegue i suoi personaggi e ne orchestra sapientemente le vicissitudini, alternando, a volte anche nella stessa pagina, i diversi punti di vista, quasi come in uno split screen cinematografico. Ne viene fuori un romanzo generazionale dall’ampio respiro, in cui molti trentenni di oggi troveranno traccia dei propri disagi esistenziali, della difficoltà tipica del nostro tempo di riuscire a conciliare ragione e sentimento, esigenze materiali e aspetti spirituali della vita quotidiana. Palermo, con le sue mille contraddizioni, rappresenta un palcoscenico ideale e unico: città moderna e antica, bruciata dal sole e conciliata dai brusii notturni, assurge al ruolo di personaggio silente, in grado di esercitare un ascendente sui nostri protagonisti. Vindemiatrix è un romanzo complesso e composto da più storie, perché ha il coraggio di non nascondere nulla al lettore delle vite imperfette dei suoi personaggi. Vite che sono sempre pervase da un’aura di mistero, da una tensione verso il futuro che altro non è se non il brivido dell’ignoto che governa l’esistenza di ognuno di noi.

lunedì 25 maggio 2015

Recensione de "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafon

A Barcellona uno dei primi giorni d’estate del 1945 il proprietario di una libreria porta suo figlio Daniel Sempere  al cimitero dei libri dimenticati, un luogo dove vengono custoditi  libri che nessuno più ricorda; i libri perduti nel tempo.  Il padre chiede di non raccontare a nessuno quello che vedrà, eccetto alla madre, morta durante la guerra civile, quando Daniel aveva appena 4 anni. All’alba Daniel e suo padre si incamminarono alla volta di un palazzo abbandonato, il custode del luogo era un uomo di nome Isaac. Lui gli disse di entrare e lo seguirono fino all’ingresso di quello che apparve come un labirinto con scaffali altissimi pieni zeppi di libri. Il padre gli chiese di scegliere un libro e la scelta ricadde su “L'ombra del vento” dello sconosciuto autore Julian Carax . In una notte, il ragazzo rimase travolto dalla storia e questo segnò l’inizio di un’avventura che durerà dieci anni. Infatti subito dopo aver finito il libro, Daniel iniziò a cercare notizie sull'autore ed è qui che emerge una inquietante figura che nel corso degli anni ha avuto il solo scopo di bruciare ogni libro di Carax ed è proprio lui che minaccerà Daniel di ucciderlo se non gli avesse consegnato il libro. Attraverso un amico del padre, don Gustavo Barcelò, anche lui proprietario di una libreria, Daniel conobbe Clara, una ragazza cieca, ma di estrema bellezza, anch'ella molto affascinata dai libri di Carax. Egli se ne innamorò, ma ebbe la sua prima grande delusione, perché scoprì che la ragazza aveva una relazione con il suo insegnante di pianoforte, Adrian Neri, che una notte, appena lo vide, lo buttò fuori da villa Barcelò. In quell’occasione, Daniel conobbe un vagabondo, Fermin Romero de Torres, con cui poi instaurò una splendida amicizia. Qualche tempo dopo, il ragazzo insieme al padre decisero di far lavorare Fermin nella libreria; questo simpatico personaggio, prima della caduta di Barcellona, era una spia che sorvegliava gli uomini più emergenti di quel tempo come Javier Francisco Fumero, un poliziotto che in seguito catturò Fermin e lo torturò in modo che rivelasse il nome dei suoi superiori. Nel corso della storia e nel corso delle sue continue ricerche, Daniel conobbe Bea , la sorella del suo migliore amico Tomàs Aguilar; tra i due nacque una profonda passione che mise a repentaglio l'amicizia dei due ragazzi. Successivamente, Daniel riuscì a scoprire molto sulla vita e il passato di Carax, parlando con padre Fernando Ramos, amico e compagno di classe al San Gabriel. Julian Carax era figlio di un cappellaio, Antoni Fortuny, e Sophie Carax, una donna di origine francese. Un giorno, arrivò nella cappelleria Fortuny un certo don Ricardo Aldaya, che rimase così colpito dall'intelligenza di Julian, che decise di iscriverlo con suo figlio Jorge al San Gabriel, una prestigiosissima scuola di Barcellona, ma che in seguito si rivelò il suo vero padre. Al San Gabriel il ragazzo conobbe Miquel Moliner, il suo migliore amico, che dopo lo avrebbe aiutato nella fuga a Parigi e che addirittura si sarebbe sacrificato facendosi ammazzare con il nome di Julian Carax, e conobbe anche Francisco Javier Fumero che è lo stesso ispettore che torturò Fermin. Mentre frequentava la casa degli Aldaya conobbe Penelope, la sorella di Jorge. Tra i due iniziò una travolgente storia d’amore che finì in tragedia, con la morte della giovane e del figlio che portava in grembo, di cui Julian non era a conoscenza. Durante le sue ricerche Daniel ritrova inquietanti parallelismi con la propria vita. Infatti lui e Bea si innamorano e per non farsi scoprire, durante una notte si rifugiano nella ex casa degli Aldaya, ed è proprio lì che Bea rimane incinta. Nella stessa notte...